La storia della Residenza Basiglio
La Residenza Basiglio prende il nome da una delle famiglie storiche più illustri di Ceva.
La storia della Residenza Basiglio
La storia della Residenza Basiglio
Sopra una vecchia cartolina in bianco e nero di piazza Vittorio Emanuele II a Ceva. In fondo a destra, si intravede un palazzo. È la Residenza Basiglio.
La famiglia Basiglio era tra le più importanti della città. Proprietari di cascine, boschi e questa grande casa nel centro, i Basiglio lasciarono il segno nella storia di Ceva: Antonio fu medico stimato; suo figlio Stefano progettò il Ponte dei Cameroni sul torrente Cevetta, insegnò matematica, scrisse romanzi e compose musica — suonava violino, mandolino e violoncello con uguale passione; Pietro divenne primario chirurgo; Mario tornò ferito dalla Grande Guerra con una medaglia d'argento al valor militare; Teresa, pittrice e intellettuale, tenne salotto con la nobiltà locale.
Nessuno dei quattro fratelli si sposò. Vissero in questa casa fino alla fine, lasciandola alla loro governante Silvano Giovanna, che aveva dedicato loro tutta la vita a partire dai quindici anni. Da lei, per eredità, il palazzo è arrivato alla famiglia Gatti, che ha scelto di restituirgli vita attraverso una ristrutturazione rispettosa — mantenendo intatto il carattere del piano nobile dove i Basiglio vissero per oltre un secolo.
Gli strumenti di Stefano sono stati ritrovati e restaurati. Oggi i loro nomi — violini, mandolino, violoncello — vivono nelle tre camere della residenza, come un'eco silenziosa di chi abitò queste stanze prima di voi.
La Residenza oggi
Che siate qui per scoprire la storia della zona, per godervi i paesaggi circostanti o semplicemente per rilassarvi, la Residenza Basiglio offre un soggiorno unico in cui passato e presente si fondono.